SUIVET

Suinicoltura + Suinicultura

(Dott.ssa Lucia Tagliaferri)

La pulizia e l’igiene sono principi piuttosto radicati nella cultura di molti di noi e sono le condizioni essenziali su cui si basa la prima difesa dalle malattie.

Se proviamo a pensare alle criticità dei diversi reparti presenti nei siti uno, la sala parto ricopre probabilmente un ruolo di primo piano sotto l’aspetto del controllo dell’igiene e della pulizia. In effetti è l’ambiente all’interno del quale la scrofa ed i suinetti mettono con grande frequenza a contatto ferite ed abrasioni con le feci. Pensiamo ad esempio al momento del parto, alle micro lesioni che la scrofa si procura all’atto dell’espulsione di ciascun feto o alle abrasioni della spalla dovute al logorio da decubito già a metà lattazione. Oppure per quanto riguarda i suinetti possiamo avere lo sfregamento del carpo all’atto della suzione, traumi apportati da strutture o dalla scrofa stessa, castrazione e taglio della coda per citare i più importanti. Tutti questi eventi agevolano notevolmente l’ingresso di patogeni all’interno dell’organismo, rendendo di fatto la sala parto un ambiente che non ha eguali, per le possibilità di trasmissione di patogeni. Vediamo i punti chiave per affrontare la questione:

Management Azione Utilità
Lavaggio degli ambienti Lavaggio, detersione, lavaggio, asciugatura, disinfezione, asciugatura Il disinfettante lavora meglio se l’ambiente è pulito.
Trasferimento delle scrofe L’ideale è che trascorrano almeno 5 giorni dall’asciugatura della gabbia A questo punto la curva di abbattimento della carica batterica nella gabbia parto, è minima.
Lavaggio delle scrofe Lavare, detergere e lavare La gabbia parto pulita si contamina più lentamente e la mammella sarà più sana.
Età di manipolazione dei suinetti Trattamenti di routine, taglio della coda, castrazione eseguiti in un’unica soluzione tra i 3 ed i 5 giorni di vita Il sanguinamento di questi suinetti è inferiore di quelli più grandi. Inoltre la gabbia risulta ancora poco contaminata dalle feci della madre di quanto non sarebbe a 7 giorni.

L’enorme difficoltà nel rispetto dei primi due punti vede come causa la mancanza di una consapevole gestione dei flussi. Infatti in molte realtà zootecniche e, specialmente in autunno, si ha un eccesso di coperture che determina un importante incremento dei flussi di scrofe gravide verso la sala parto quindi la necessità di far spazio alle scrofe che devono partorire e poco tempo per pulire correttamente.

Per quanto riguarda il lavaggio delle scrofe è necessario riuscire a ritagliare un posto adeguato e coperto e poter utilizzare acqua calda, specialmente in inverno! Inoltre, è bene sottolineare che le scrofe avrebbero solo bisogno di essere pulite bene dalle feci accumulate durante la gestazione (in particolare a livello degli arti, della mammella e dell’area perivulvare), mentre la disinfezione è un passaggio in più che potremmo definire superfluo e da effettuare eventualmente solo con prodotti idonei, registrati e non pericolosi per la scrofa gravida e per il personale che li utilizza. Inoltre è doveroso ricordare che il suinetto ha un palato molto fine e il gusto sgradevole della mammella disinfettata potrebbe compromettere l’assunzione regolare del colostro nelle prime ore di vita.  

Per quanto riguarda i trattamenti di routine sui suinetti è buona norma manipolare l’animale il minor numero di volte possibile poiché sappiamo bene che ogni volta che prendiamo in mano un suinetto, gli procuriamo un forte stress, perturbando così il suo equilibrio immunitario.

Inoltre se la gabbia parto è molto contaminata, già subito dopo la nascita è possibile che si instaurino delle infezioni a livello di cordone ombelicale (onfaliti) in grado di cronicizzare e di far esprimere al meglio la predisposizione genetica, ove presente, all’ernia ombelicale che comparirà tipicamente a fine svezzamento oppure, cosa ancora più grave, favorirà la formazione di piccoli ascessi disseminati a livello polmonare.

Vale la pena inoltre ricordare che tutti i patogeni non aspettano altro che l’occasione per fare breccia in un organismo immaturo e poco difeso. Ecco che allora la combinazione suinetto neonato e stressato con la gabbia parto contaminata, è in grado di spiegare un bel po’ di problemi.

Posted by Dott.ssa Lucia Tagliaferri 17/03/2018 Categories: sala parto Scrofa